28 may 2012
plastic vases from DOVETUSAI via Sigieri 24 Milano
flowers from the garden
painting Carlo Prinetti
ARJUMAND likes RUE DE SEINE and happy to fit in !
28-may-2012
in this contemporary interior in Paris Arjumand wallpaper Tulip Sway and fabric Mumtaz Bloom seem happily together !
and the rest of the house to enjoy & inspire
ARJUMAND’s STORY by ANNAMARIA SBISA’
Ufficio Personale
Idarica Gazzoni
Un tempo, l’interior designer che andiamo a trovare nel laboratorio di via Santa Marta, immaginava stanze esotiche che poi realizzava, molto in bilico sulle scale. Nel senso che Idarica Gazzoni le visioni intrise d’oriente, fiori e geometrie, soprattutto le dipingeva: con le sue mani, sulle pareti di case altrui, appunto in bilico per raggiungere anche il soffitto: “Mi pareva di essere diventata vecchia per fare così fatica, allora ho provato a fare disegni sulla carta”. Nascono così le prime collezioni di carte da parati arrotolate in questo atelier che soprattutto sventaglia stoffe su misura, potremmo dire abiti con cui vestire luoghi, nate per curiosità: “Ho provato a stampare su tessuto per puro divertimento, ed è diventato un lavoro serissimo”. Circondati da 6 collezioni che dispiegano un totale di 250 disegni, immaginiamo involucri densi, a cui bastano pochi arredi per dare quel senso di pieno che riempie di senso alcuni interni. Le trame, penzolanti in ordine cromatico, compongono un viaggio intorno al mondo che Idarica ha mentalmente affidato alla principessa Arjurmand, tanto per non sentirsi troppo sola, o per condividere le scelte. Maxi anelli agganciano i tessuti, sfere di vetro galleggiano sopra la tovaglia che riproduce l’orto botanico della garden designer Francesca Paolucci, in scena anche i piatti, i tondeggianti Muntamz Bloom da ordinare a tinte preferite – il senso del tondo fa parte della vita mentale di Idarica, come la sua teoria dei pieni e vuoti, in cui si propende per il pieno, del contenitore – a noi incuriosiscono i percorsi delle trame. Si parte dalla collezione Imperial, dalle origini moghul e ottomane, intrise di Persia, di Arjurmand. Con questi occhi lei va in Cina, a scegliere le stoffe della linea Miao People, poi in Giappone per innamorarsi dell’ondata indaco che travolse l’Ottocento locale, collezione Japan Blue, per spostarsi in Russia e scoprire i broccati di corte del Seicento, con i blu/rossi/verdi delle pietre preziose. Una virata geometrica guardando ai mosaici e labirinti dell’Islam, la linea Maze li sintetizza con retrogusto anni Settanta. Si chiude con i ricami etnici di Grecia e Turchia e Bulgaria, oppure si riparte, ricordando i pizzi sfoggiati dalla madre, i paesaggi di Patmos, le stanze orientali con tappeti ovunque, anche sui tavoli, che filtrano l’infanzia della Gazzoni. Viaggi e suggestioni a parte, uno che fa stoffe, cosa fa? “Prepara due collezioni all’anno, una per la fiera parigina di settembre, il resto dei mesi molto focalizzati sul su misura”. Un susseguirsi di giornate che immaginiamo creative, invece ci spiegano essere abitate dal prendere/seguire/evadere ordini, la contabilità come incubo ricorrente, la realizzazione pratica delle idee più spericolata del previsto, il tessuto che arriva blu e non rosso, per esempio: pasticci di codici. E chi li sbaglia? “Secondo me siamo noi. Sempre meno, però.” Sempre Idarica disegna, molto Idarica progetta interni, ora un ristorante a Beirut con speciali carte trompe l’oeil, soprattutto di nuovo dipinge muri, poi accostando stoffe in armonico contrasto. In giro, anche in bagno, casette in scala ridotta: “Un modo rapido per dare vita a un’atmosfera. Dipingi mini mobili, appiccichi carte e tagli stoffe: immagini e fai, senza attese”. Da quando? “Da piccola case di Barbie nella libreria, ogni mensola una stanza, con mobili fuori scala che trovavo in giro per la casa, una mania di famiglia”. E con le mani? “Niente, facevo baciare Ken e Barbie”. Si passa al disegno, nell’adolescenza: “Piantine di case fatte a L, case di genitori separati, oppure con genitori antipatici da una parte e i figli molto lontani…” un crescendo di manualità che ci porta fino al bagno foderato in stucco-e-specchi, fatto da lei, forse in un weekend creativo: “Magari! Ci ho messo 15 giorni, è stato un inferno”. Paralumi in voile di lino l’ultima Arjumand novità, la prossima fare poltrone: “Una serie di pezzi da comprare e portare subito via”. Come nelle casette: immagini e vai, senza attese.
grazie Annamaria!
design : SASH ROSE MADREPERLA GREY
from the Oriental Louloudo Collection , here printed on linen voile , can be printed on all the Arjumand’s basecloths .
design : SASH ROSE BLACK
from the Oriental Louloudo Collection , here printed on linen voile , can be printed on all the Arjumand’s basecloths .
design : MIAO BEAUTY LIGHT GREEN
from the China Collection , here printed on linen voile , can be printed on all the Arjumand’s basecloths .
ARJUMAND ‘S VEGETABLE GARDEN TABLECLOTH
design : Francesca Paolucci – Garden & Landscape Designer
dim : cm.140 x cm.280
linen voile
made in Italy
VIDEO – ARJUMAND’S SHOWROOM ! stay with us !
click on : (and please enjoy)
http://youtu.be/Z935vCjhI5c
the small Arjumand team .

















